- Addio Contanti? Il Futuro Digitale delle Banche Centrali -
di Marciacane & Bernardini | pubblicato il 4 agosto 2025
Le valute digitali delle banche centrali, note come CBDC (Central Bank Digital Currency), promettono di trasformare profondamente il mondo dei pagamenti. A differenza delle criptovalute, le CBDC sono emesse direttamente dalle banche centrali e possiedono lo stesso valore legale della moneta tradizionale. Come sottolinea la Banca Centrale Europea, si tratta di una vera e propria «alternativa elettronica al contante». Tuttavia, la loro implementazione richiede un percorso complesso, perché, pur nella semplicità della definizione, si tratta di strumenti che puntano a garantire maggiore sicurezza e stabilità, evitando la volatilità che caratterizza invece le criptovalute.
L’interesse verso le CBDC è cresciuto in modo significativo dopo la pandemia da COVID-19, che ha accelerato la diffusione dei pagamenti digitali e, contemporaneamente, ha visto un’esplosione nell’uso delle criptovalute. Le motivazioni alla base di questo slancio sono chiare: rendere i pagamenti più efficienti e sicuri, ridurre l’uso del contante, contrastare l’evasione fiscale.
Potrebbero inoltre rappresentare un importante strumento di inclusione finanziaria, permettendo l’accesso a servizi digitali anche a chi oggi è escluso dal sistema bancario tradizionale, come le persone prive di un conto corrente. Potrebbero essere utilizzate non solo per effettuare pagamenti, ma anche per risparmiare o investire, beneficiando della credibilità e affidabilità delle istituzioni pubbliche che le emettono.
Naturalmente, non mancano le sfide. Poiché il valore delle CBDC è legato a quello della valuta nazionale, in contesti di inflazione il loro potere d’acquisto può diminuire. Inoltre, chi è alla ricerca di alti rendimenti potrebbe continuare a preferire le criptovalute, più speculative ma potenzialmente più redditizie. Infine, l’adozione delle CBDC richiede l’uso di un portafoglio digitale e una certa familiarità con le tecnologie digitali, fattori che potrebbero rappresentare un ostacolo, soprattutto per le fasce di popolazione meno digitalizzate.
